Simulacra pietatis

La mostra è stata ideata e curata da Franco Tomatis nel 2014 e rientrava tra le manifestazioni per la celebrazione del 500° anniversario della Consacrazione della Chiesa Collegiata di Carmagnola dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo.

Le opere scultoree devozionali provenivano: dal Museo Mariano della Basilica Maria Ausiliatrice di Torino, diretto da Don Mario Morra; dalla Galleria d’Arte La Conchiglia di Torino, diretta da Diana Casavecchia; dalla collezione di Silvio Chiaberto e da alcuni privati. Alla Mostra vi erano anche esposte opere degli artisti: Plauso Nivo Battistini, Piero Cerato, Carlo De Carli, O. Martyn Fastok, James Francis, Bruno Gabrieli e Filippo Rinallo.

Nella caratteristica atmosfera che si può solamente percepire in una Chiesa, quand’anche non sia più adibita al culto, come quella di San Filippo Neri (ubicata a fianco del Municipio di Carmagnola), dove il silenzio e la tenue luce conciliano la meditazione, la mostra Simulacra pietatis ha trovato la sua collocazione ideale. Una esposizione di rare statue devozionali, per lo più di autori anonimi, che appartengono al periodo compreso tra la fine del ‘400 e la prima metà del XX secolo; dalle quali si poteva percepire l’evolversi degli stili nel raffigurare le icone da esibire ai fedeli. A fianco di queste antiche e raffinate statue, espressamente eseguite per soddisfare le esigenze spirituali dei devoti, ve ne erano altre a noi coeve in cui gli artisti hanno riversato nella materia le loro intime pulsioni religiose, senza preoccuparsi di attribuire all’opera un particolare aspetto affinché il credente la potesse identificare come una figura a cui manifestare la propria devozione; lasciando spazio a libere interpretazioni in chi le osservava. Questi due percorsi paralleli, che potevano perfino sembrare divergenti per il diverso fine a cui tendevano, hanno però testimoniato come l’arte e la fede si incontrino molto spesso.