Il Rhinoceros, da Dürer a oltre Dalì

Prima esposizione nel 2015 in occasione del 500° anniversario della realizzazione da parte del Dürer della silografia “RINOCERVS - 1515”.

Ideazione, ricerche storiche, progettazione, allestimento e catalogo di Franco Tomatis. Le opere contemporanee esposte erano degli artisti: Plauso Nivo Battistini,Enzo Busco, Jihel (Jacques Camille Lardie), Kazuhico Nakamura, Susi Aimonino Ricauda, Filippo Rinallo e Franco Tomatis/Vittorio Baldin.

Opera di Maghali Miranda

Opera di Maghali Miranda

La mostra è stata inaugurata con una avvincente performance artistica, in tema con la storia del Rinoceronte dureriano, ideata da Maghali Miranda e interpretata, con la sua coreografia e regia, dagli attori Giulia Cammarota e Mauro Di Maio. Mixaggio musicale e supporto tecnico di Sohl Weber. I visitatori sono anche stati allietati dalla voce del tenore Ludo Farago accompagnato dalla pianista Lydia Bevilacqua e da Lucio Costa con il mandolino.

La mostra racconta per immagini l’intrigante storia del rinoceronte arrivato a Lisbona nel 1515 e che Albrecht Dürer, dalla sua Norimberga, senza aver mai visto un animale simile, ritrasse in una silografia che diventerà molto celebre. Questo “ritratto”, realizzato con molta fantasia, contiene però una evidente peculiarità: il Dürer sulla groppa gli ha collocato un cornetto che in effetti il pachiderma non ha.
Ciò nonostante, per oltre due secoli e mezzo, tale stampa verrà da molti presa a riferimento per raffigurare il rinoceronte, poiché la consideravano una corretta rappresentazione del pachiderma; non avendo a disposizione un vero esemplare da osservare.
Infatti lo si trova, con il caratteristico cornetto, nei libri di scienze naturali, su arazzi, scolpito su bassorilievi, affrescato su muri, usato negli emblemi, riportato su gettoni, porcellane, e perfino rappresentato tra gli arcani di alcuni mazzi di carte da gioco dei tarocchi.
Numerose incisioni originali hanno ripercorso la singolare storia del suo “ritratto” tra il XVI e il XVIII secolo. Ritratto silografico a cui Salvador Dalì si ispirò per realizzare alcune sculture in bronzo, facendo rivivere il mito di quel rinoceronte.
Ancora oggi, a distanza di cinquecento anni, il suo fascino riesce a sedurre numerosi artisti i quali, nelle loro opere, gli affidano ruoli inediti che nonostante la sua veneranda età riesce a impersonare molto bene.
Tutte le immagini delle opere esposte, oltre centotrentacinque, sono state raccolte in un interessante catalogo, con la presentazione del critico d’arte Angelo Mistrangelo.